The long‐standing history of Corynebacterium parvum, immunity, and viruses

The long‐standing history of Corynebacterium parvum, immunity, and viruses

In questo periodo di emergenza Covid-19, abbiamo approfondito il Corynebacterium parvum (C.parvum) e le sue applicazioni cliniche, pubblicando sulla nota rivista scientifica Journal of medical virology, una review contenente tutti gli studi sperimentali e clinici sull’attività antivirale del C. parvum inattivato (noto anche come Cutibacterium acnes) condotti negli ultimi 60 anni.

Questo batterio è stato originariamente studiato e utilizzato per le sue proprietà oncolitiche legate all’attività immuno-modulante, ma l’interesse scientifico a prevenire e curare con successo infezioni batteriche, fungine e virali, e ad aumentare la immunità innata, ha portato a numerose sperimentazioni animali e alcune cliniche.

La drammatica situazione clinica dovuta all’imminente pandemia CoVid‐19 potrebbe costituire una valida motivazione per  riesumare ed evidenziare come tale strategia terapeutica aspecifica abbia un ruolo chiave nella prevenzione e terapia; poichè nessun virus nuovo o mutato può potenzialmente sfuggire a questa forte sorveglianza immunitaria innata rafforzata da un adeguato Protocollo C.Parvum.

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PROPIONIBACTERIUM ACNES; IPOTESI PER UNA STRATEGIA DI SUPPORTO DELLA IMMUNITA’ INNATA A DIFESA DELLA INCOMBENTE EPIDEMIA DA CORONAVIRUS

PROPIONIBACTERIUM ACNES; IPOTESI PER UNA STRATEGIA DI SUPPORTO DELLA IMMUNITA’ INNATA A DIFESA DELLA INCOMBENTE EPIDEMIA DA CORONAVIRUS

La incombente epidemia da Coronavirus (Covid-19) richiede la attivazione di terapie efficaci di contrasto in un’area orfana di specifici vaccini per i prossimi 20 mesi. Esistono tentativi di cura con farmaci antivirali surrogati da altre terapie, o ricorso a formulazioni off label, ma la corsa contro il tempo e il dilagare del contagio richiedono tempestivi e moderni interventi di protezione e prevenzione che siano sicuri, affidabili, ed economici.
La nostra attenzione si è focalizzata su una personale storica esperienza clinica antivirale realizzata negli anni 75 -79, epoca in cui la Oncologia si era indirizzata alla Immunoterapia del cancro con vaccinazioni o inoculi intratumorali di batteri patogeni inattivati; i tre ceppi più attivi furono il Mycobacterium tubercolare o BCG (tuttora in uso con lavaggi intraluminali nel cancro superficiale della vescica), il Corynebacterium Parvum (Coryparvum-Wellcome) ed infine un nostro ceppo autoctono (Streptococcus faecium).
Il C. parvum mostrò la massima sicurezza, rapidità ed efficacia nel distruggere masse tumorali per inoculum diretto, ma anche nel neutralizzare precocemente infezioni virali gravi intercorse aneddoticamente nei pazienti trattati.
Il successo ottenuto su pazienti affetti da diverse forme di virosi acute intercorrenti comuni, con ipertermia e sintomi ingravescenti in un arco di tempo massimo di 4 giorni ci convinse a mettere in atto, quando utile, questo tipo di terapia antivirale anche una volta abbandonata la ricerca oncologica internazionale per mancato beneficio sulla sopravvivenza dei pazienti trattati.
Noi sosteniamo di poter utilizzare questo metodo di VACCINAZIONE SURROGATA ASPECIFICA ATTIVA SULLA IMMUNITA’ INNATA NATURALE ANTIVIRALE in caregivers della salute, pazienti immunocompromessi, soggetti anziani ed a rischio (familiari di COVID positivi in quarantena) con funzione protettiva e preventiva , ma anche curativa specie negli stadi non gravissimi o terminali di infezione. Il significato di questo nostro contributo consiste nella raccomandazione di non archiviare, in condizioni di emergenza, possibili efficaci opzioni terapeutiche attive sulla immunità innata individuale, mentre attendiamo e auspichiamo vaccini e terapie mirate risolutive.
Il presente messaggio vale inoltre a sensibilizzare personale sanitario di ogni genere e grado a interagire con i nostri Networks del Secondo Parere/Medico Cura Te Stesso, fornendo critiche, consigli ed eventuali disponibilità allo sviluppo di una collaborazione interattiva sul progetto.

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PRIMA INCHIESTA ITALIANA SU ALCUNI ASPETTI DELLA SALUTE DEI MEDICI: INDAGINE STATISTICA

PRIMA INCHIESTA ITALIANA SU ALCUNI ASPETTI DELLA SALUTE DEI MEDICI: INDAGINE STATISTICA

I medici rappresentano una categoria professionale sottoposta a un forte stress. Esso è dovuto alla posizione di estrema responsabilità che rivestono, al poco tempo e alle povere relazioni interpersonali che possono condurre ad ansia, depressione, abuso di sostanze stupefacenti, alcolismo e, in sporadici casi, anche al suicidio. Il progetto Medico-Cura-Te-Stesso nasce dalla necessità di un servizio che si occupi della salute dei medici, anche in pensione, che spesso sottovalutano i propri problemi di salute. Abbiamo eseguito un sondaggio su un campione di 251 medici. Essi hanno aderito a rispondere a un questionario riguardante le loro malattie e l’uso di medicinali per curarsi, la prevenzione, il sovrappeso in relazione all’attività fisica praticata e la dieta associata, le loro attitudini artistiche e modalità e tempi di svago.

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LE MALATTIE PIU’ FREQUENTI NEI MEDICI

LE MALATTIE PIU’ FREQUENTI NEI MEDICI

Questo articolo descrive le malattie più frequenti dei medici ottenuti da una revisione della letteratura ; in realtà i contributi su tale materia sono piuttosto scarsi e per lo più orientati a problematiche di salute riferite a debilitazione psichica da super lavoro, frustrazione, tensione emotiva. E’ assai singolare che non esista una omogenea informazione riguardante la epidemiologia di malattie professionali dei Medici suddivise per specialità o per aree di rischio ambientale e professionale inclusa quella oncologica, e forse ciò è dovuto alla “sindrome di invulnerabilità”, che affligge la maggior parte dei medici in buona salute al di sotto dei 50 anni. Peraltro risalta dai reports analizzati, come il medico tenda a risolvere il proprio particolare problema di malattia in modo riservato e discreto, talora autogestendo il percorso diagnostico terapeutico fino ai limiti del possibile, considerando la malattia una debolezza, talvolta una vergogna. Tali tempi di latenza morbosa possono essere fonte di responsabilità ed errori professionali. Nelle conclusioni viene descritta la incipiente esperienza italiana del network “Medico cura te stesso” fortemente voluto e creato dagli autori, “AMAMI” una istituzione in difesa dei medici ingiustamente accusati e le iniziative di una grande struttura ospedaliera italiana dedicata alla fitness e wellness dei propri dipendenti. Il tema trattato pare quindi destinato a stimolare ulteriori approfondimenti e incentivare nuovi studi di informazione, prevenzione e cura dei medici, la cui malattia è un vissuto prezioso di percorsi psicologici, etici e culturali da riversare beneficamente nel rapporto medico paziente.

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AUTOSPERIMENTAZIONE IN MEDICINA

AUTOSPERIMENTAZIONE IN MEDICINA

Gli Autori, nell’ ambito di un network etico–formativo di mutuo aiuto tra medici per la tutela, prevenzione e cura della propria integrità fisica e psichica, indicano nell’autosperimentazione di farmaci e presidi diagnostici un elemento caratterizzante di tale circuito; a titolo esemplificativo vengono riportati esempi classici di ricerche cliniche autogestite con lo scopo di delineare alcune linee-guida ed alcuni warnings di tale percorso, per renderlo scevro da danni e rischi, e soprattutto utile al progresso delle conoscenze mediche.